La famiglia era importante, decise Alina. Erano un gruppo di persone che le voleva bene, che l'avrebbe amata anche se avesse sbagliato, o se fosse stata in difficoltà. A questo serviva la famiglia, così come l'amore. Servivano a capirsi, a difendersi, ad avere pazienza, a farsi coraggio nei momenti di bisogno, a farsi compagnia.. Alina ne aveva avuto paura, in passato, dell'amore, tanto da rifiutarlo senza rendersene conto appieno...
"E' questo il punto" disse la psicologa "Non devi sentirti in colpa per come ti senti. Stai già facendo tanto, non puoi pensare che questo non ti renda esausta, fisicamente e psicologicamente. Dovresti invece accettare, completamente, il modo in cui ti senti, rilassarti e non chiedere troppo a te stessa... solo così riuscirai a fare quello che è tua intenzione fare, cioè comportarti come prima, mandare avanti la tua vita di tutti i giorni aspettando tempi migliori. Così i tempi migliori verranno.."
"Anche Davide, cioè... il dottor Milani, mi ripete spesso che non devo chiedere troppo a me stessa.."
"Ti piace eh? Si sente da come ne parli" scherzò Serena.
"Sì, io l'avevo già pensato un pò di tempo fa, una volta che mi hai raccontato che, per fortuna, c'era lui a curarti..Eri impaurita e disperata, ma parlando di lui ti si erano illuminati gli occhi" confermò Sandro.
Alina si sentì persa. Cosa le stavano dicendo quei due? Che le piaceva il suo dottore? Ma erano pazzi?! Non poteva piacerle sul serio, era il suo dottore! D'accordo, era simpatico, si sentiva a suo agio con lui,...ma piacerle, cioè provare dell'attrazione per lui. Alina si rese conto che i suoi amici avevano ragione..
Quella sera si addormentò più serena: era finalmente riuscita a chiacchierare ed a distrasi, persino a ridere e a scherzare. Ripensò per un attimo a Davide e sorrise..
E in tutto quel marasma di sensazioni, aveva cominciato a capire che cosa fosse veramente e unicamente importante: la vita. Quella vita che a volte ci si complicava per niente, o si dava per scontata..
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